Friday, 19 August 2022

Che i nostri soldi fossero sotto l’occhio attento e scrutatore del Fisco, non è certo una novità. Qualsiasi spostamento di denaro viene opportunamente controllato dal Fisco onnipresente.

Oggi, a sostegno delle procedure di verifica, giunge un nuovo strumento tecnologico che lavora meglio di un cane da tartufo nello scovare i cattivi pagatori. Le intenzioni dei controlli severissimi erano già state annunciate all’indomani della nuova Legge di Bilancio 2020: abbattere l’evasione fiscale. Per questa ragione, il Fisco è agguerrito e controlla i conti correnti e i soldi dei risparmiatori e non mollerà l’osso per il momento. Vediamo quali sono le operazioni più a rischio.

Quali sono i flussi di denaro più controllati
Nel caso si rilevino discrepanze in fase di controllo, la responsabilità delle verifiche viene estesa alla Guardia di Finanza per l’ulteriore accertamento sulle anomalie. Giacenze, risparmi e flussi di denaro saranno controllati con minuzia di particolari. Le movimentazioni che più di frequente entrano nel mirino riguardano:

  • conti correnti;
  • carte di credito/debito/prepagate;
  • fatture e pagamenti;
  • conti deposito;
  • obbligazioni e prodotti finanziari;
  • movimenti bancari in generale.

Il Fisco è agguerrito e controlla i conti correnti e i soldi dei risparmiatori. Si presume che tali controlli non si arresteranno neanche nello stato di emergenza sanitaria in cui il Paese versa.

I contribuenti dovranno correre ai ripari se vogliono evitare pesanti sanzioni.
Il Fisco è agguerrito e controlla i conti correnti e i soldi dei risparmiatori e lo fa attraverso l’Evasometro anonimizzato. In buona sostanza, lo strumento incrocia i movimenti bancari operati da ciascun contribuente con i redditi comunicati in fase di dichiarazione. Come evitare che ciò accada? Si può procedere in questo modo:

  • evitare di non registrare le entrate sul proprio conto corrente. Se un professionista riceve un pagamento sul proprio conto, a questo pagamento deve assolutamente corrispondere una ricevuta emessa;
  • evitare di effettuare pochi prelievi dal proprio conto corrente. Questo perché potrebbe far presagire l’esistenza di entrate non dichiarate;
  • evitare di creare discordante tra i ricavi registrati e le prestazioni lavorative effettuate;
  • evitare che tra entrate e uscite non ci siano forti disuguaglianze.

Nel caso in cui si presentino delle incongruenze tra i controlli effettuati e il dichiarato, scattano ulteriori accertamenti. Sarà bene che tutti i risparmiatori si mettano al riparo da possibili sanzioni e multe. In caso di segnalazioni, questi ultimi dovranno fornire dimostrazione circa le movimentazioni effettuate.

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